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Newsletter del 29.2.16 - Pa e concorsi per disabili - Banca dati delle opere d'arte rubate - Studio su nuovi farmaci anticoagulanti

• Pa e concorsi per disabili: no alle graduatorie on line
• Ok del Garante alla banca dati delle opere d'arte rubate
• Nuovi farmaci anticoagulanti: via libera ad uno studio sulle complicanze

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
4728045
Data:
29/02/16
Tipologia:
Newsletter

 


Pa e concorsi per disabili: no alle graduatorie on line
Nuovo intervento del Garante privacy. Vietata la pubblicazione di dati sanitari di centinania di persone

 

Stop del Garante privacy  alla pubblicazione delle graduatorie di concorsi riservati ai disabili sui siti istituzionali di alcune Province e una Regione. I nominativi di centinaia  di persone disabili, spesso associati a data e luogo di nascita,  risultavano immediatamente visibili in rete tramite l'inserimento delle rispettive generalità nei più diffusi  motori di ricerca. Nei documenti erano riportati  in chiaro anche informazioni ritenute eccedenti o non pertinenti (come il reddito, la percentuale di invalidità civile, il punteggio derivante dall'anzianità, il numero di familiari a carico).

Il Garante ha dichiarato illeciti i trattamenti di dati effettuati dagli enti territoriali perché non conformi al Codice privacy che non consente la diffusione di informazioni sulla salute, tanto più on line. Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha prescritto alle Province interessate e alla Regione di mettersi in regola per il futuro con la pubblicazione di atti e documenti on line. Gli enti dovranno attenersi alle disposizioni della normativa e delle Linee guida in materia di trasparenza emanate dall'Autorità,  adottando ogni cautela per evitare, in particolare, la diffusione di dati sanitari.

L'Autorità, inoltre, si è riservata di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare alle P.a. la violazione amministrativa prevista per l'infrazione del Codice. I casi attuali si aggiungono a numerosi episodi analoghi per i quali l'Autorità è dovuta intervenire a tutela della riservatezza vietando la pubblicazione dei dati sensibili.

A settembre dello scorso anno, il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino, per richiamare l'attenzione della Conferenza sulla preoccupante prassi di pubblicare sui siti web degli enti pubblici atti e documenti contenenti dati personali estremamente delicati come quelli riferiti alla salute, in particolare alla disabilità.

Il Garante ha chiesto, inoltre, di valutare la possibilità di assumere specifiche iniziative affinché i trattamenti di dati effettuati da soggetti pubblici siano sempre rispettosi delle norme previste in materia di tutela della riservatezza.

 

Ok del Garante alla banca dati delle opere d'arte rubate

 

Sì del Garante privacy allo schema di decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) che disciplina la realizzazione della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti [doc. web n. 4727696].  L'Autorità ha chiesto però maggiori tutele sul trattamento dei dati personali.  Il Ministero dovrà adottare, in particolare, adeguate misure di sicurezza e di conservazione dei dati e una specifica disciplina in caso di trasferimento delle informazioni fuori dal territorio dell'Unione.

La banca dati, istituita presso il Ministero, contiene tra l'altro il nominativo del denunciante, le informazioni relative al soggetto presso cui si trovano le opere da acquisire e le altre informazioni rilevanti ai fini della ricerca e del recupero del bene sottratto, inclusi dati di carattere giudiziario. 

Lo schema disciplina l'ambito di applicazione, le finalità giuridiche (prevenzione e contrasto dei reati in danno del patrimonio culturale), il titolare e il responsabile del trattamento (MIBACT e Carabinieri), i soggetti che alimentano la banca dati, i dati da comunicare, le principali operazioni, i soggetti abilitati alla consultazione, prevedendo la tracciatura delle operazioni svolte.

Nel corso dei contatti avuti dall'Ufficio del Garante col Ministero e con le Amministrazioni interessate, l'Authority ha formulato alcuni rilievi e ha fornito indicazioni volte a conformare il testo alla disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Il Garante ha chiarito, innanzitutto, di aver reso il parere sul presupposto che il decreto abbia natura regolamentare. Circostanza importante, in quanto il trattamento (tipo di informazioni raccolte: denunce o notizie di reato; finalità di contrasto e prevenzione dei reati) disciplinato dal decreto è funzionale ad attività di polizia e quindi, come stabilito dal Codice privacy, esige una disciplina di rango regolamentare.

Le indicazioni rese dall'Autorità hanno riguardato vari aspetti tra cui, l'identificazione delle figure di titolare, responsabile e incaricato del trattamento, la verifica della pertinenza e non eccedenza dei dati personali con cui si alimenta la banca dati, l'adozione di adeguate misure di sicurezza, la definizione dei tempi di conservazione dei dati personali e il loro trasferimento fuori dal territorio europeo, per il quale si ritiene opportuno inserire una specifica disciplina.

 

 

 



Nuovi farmaci anticoagulanti: via libera ad uno studio sulle complicanze 

 

Il Garante privacy ha autorizzato l'Ospedale "Guglielmo da Saliceto" di Piacenza ed altri centri di cura ad effettuare uno studio osservazionale multicentrico sulle  complicanze emorragiche in pazienti in terapia con nuovi farmaci anticoagulanti ricoverati  in pronto soccorso [doc. web n. 4727402]. L'ospedale potrà trattare i dati dei pazienti, anche senza consenso,  qualora questi risultino temporaneamente incapaci di prestarlo. Alcuni di questi malati, infatti, potrebbero trovarsi in stato d'incoscienza per la gravità delle complicanze emorragiche ed è importante ai fini dello studio verificare anche i loro dati. In questi casi, il centro di cura cercherà comunque di ottenere il consenso dai prossimi congiunti o familiari o rappresentanti dell'interessato o di un medico non associato alla ricerca.

Qualora le condizioni di salute dei pazienti migliorino, nel corso dello studio, sarà raccolto il loro consenso alla continuazione della ricerca, previa idonea informativa.

Il trattamento dei dati personali sulla salute  dovrà riguardare solo i dati e le operazioni strettamente indispensabili allo studio (sesso, data di nascita, peso, altezza e informazioni sulla salute registrate nelle cartelle cliniche). La ricerca dovrà comunque avvenire nel rispetto delle modalità previste nella richiesta di autorizzazione,  anche per ciò che concerne la designazione dei soggetti che collaborano all'esecuzione dello studio,  con l'adozione di idonee misure di sicurezza e  la definizione del periodo di conservazione dei dati.

I medici si limiteranno a raccogliere e ad analizzare i dati clinici dei pazienti potendo, eventualmente, ricontattarli fino a novanta giorni dopo le dimissioni, per raccogliere altri dati sulle loro condizioni cliniche e su altre possibili complicanze insorte nel frattempo.

I dati sanitari dello studio non saranno comunicati o trasferiti all'estero se non in forma rigorosamente aggregata e anonima e saranno resi pubblici solo in tale forma.

 

 

 


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