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Dati sensibili - Annotazione nel registro dei battezzati - 5 novembre 2003 [1083599]

[doc. web. n. 1083599]

Dati sensibili - Annotazione nel registro dei battezzati - 5 novembre 2003

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotà, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

Esaminato il ricorso presentato da XY;

Vista la documentazione in atti;

Visti gli articoli 13 e 29 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 e gli articoli 18, 19 e 20 del D.P.R. 31 marzo 1998, n. 501;

Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il prof. Stefano Rodotà;

PREMESSO:

Il ricorrente afferma di non aver ricevuto riscontro ad una istanza indirizzata alla Parrocchia di S. Gioacchino in Prati di Roma, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996, con la quale aveva chiesto l'annotazione a margine del registro dei battezzati, della "propria volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana" e che dell'avvenuta annotazione fosse data conferma per lettera.

Con il ricorso proposto al Garante ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996 l'interessato ha ribadito la propria richiesta, chiedendo di porre a carico della controparte le spese sostenute per il procedimento.

All'invito ad aderire formulato il 2 ottobre 2003 da questa Autorità, ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998, il Vicariato di Roma-Ufficio giuridico, con nota datata 22 ottobre 2003, ha sostenuto di poter provvedere all'annotazione richiesta solo dopo aver accertato che "la volontà stessa del battezzato di allontanarsi dalla Chiesa cattolica, sia certa, libera e personale". Al fine di verificare tale volontà, la resistente ha chiesto al richiedente di presentarsi presso i competenti uffici del Vicariato "per dimostrare e controfirmare la sua richiesta in modo inequivoco".

CIÒ PREMESSO IL GARANTE OSSERVA:

Il ricorso verte sulla richiesta di annotare a margine del registro dei battezzati di una parrocchia la volontà dell'interessato di non appartenere più alla Chiesa cattolica.

Il ricorso è fondato.

La richiesta di apporre nel menzionato registro l'annotazione della volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica è legittima, consistendo in un'istanza volta ad aggiornare ed integrare i dati personali che riguardano l'interessato, con specifico riferimento al "dato sensibile" relativo all'appartenenza religiosa (art. 13, comma 1, lett. c), n. 3 legge n. 675/1996).

Come più volte rilevato da questa Autorità (v., ad esempio, Provv. del 19 settembre 1999, in Bollettino n. 9, p. 54), "l'aspirazione degli interessati a veder correttamente rappresentata la propria immagine in relazione alle proprie convinzioni originarie o sopravvenute, può … essere soddisfatta…" attraverso, "ad esempio, una semplice annotazione a margine del dato da rettificarsi…", ferma restando la documentazione del fatto storico dell'avvenuto battesimo (cfr. Trib. Padova sez. I civ. n. 3531/99 RG del 26 maggio 2000).

Tale istanza è stata correttamente proposta ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996, essendo debitamente sottoscritta dall'interessato e accompagnata da copia di un documento che ha consentito di accertarne l'identità nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari in materia (art. 13 della legge n. 675/1996 e art. 18 del d.P.R. n. 501/1998). Inoltre, il ricorso (come richiesto dalle norme citate) è presentato con sottoscrizione autenticata del ricorrente a garanzia dell'autenticità della stessa.

Una volta accertata (anche con documento di riconoscimento, come avvenuto nel caso di specie) l'identità del soggetto che presenta un'istanza ai sensi del citato art. 13 (ritualmente anche a mezzo raccomandata) resta legittima ogni eventuale attività del destinatario della richiesta volta a richiamare l'attenzione dell'istante sugli effetti che l'istanza comporta. Tuttavia, la disciplina in materia di protezione dei dati personali non prevede che il mittente della nota raccomandata debba anche recarsi personalmente e necessariamente presso il destinatario.

Nel caso di specie l'istanza può, quindi, ritenersi già validamente presentata.

Dovrà pertanto essere effettuata l'annotazione richiesta in modo inequivoco dall'interessato nel registro dei battesimi, entro il termine del 10 dicembre 2003.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese in ragione della specificità e novità della questione esaminata.

PER QUESTI MOTIVI IL GARANTE:

a) accoglie il ricorso e ordina a parte resistente di apporre, nelle forme e nel termine indicato in motivazione, l'annotazione richiesta dal ricorrente nel registro dei battesimi della Parrocchia S. Gioacchino in Prati di Roma, dando conferma a questa Autorità ed all'interessato entro il medesimo termine dell'avvenuto adempimento;

b) dichiara compensate le spese tra le parti.

Roma, 5 novembre 2003

IL PRESIDENTE
Rodotà

IL RELATORE
Rodotà

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli