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Garante: nessuno pubblichi i contenuti dei dossier illegali - 21 settembre 2006

Garante: nessuno pubblichi  i contenuti dei dossier illegali


Dall'inchiesta della magistratura milanese sta emergendo che migliaia e migliaia di cittadini sono stati controllati e spiati illegalmente. In questi fatti trova purtroppo conferma l'allarme più volte lanciato dal Garante in questi mesi.

Il Garante sente il dovere di richiamare subito e con forza tutti coloro che possono venire a conoscenza di queste informazioni personali al rigoroso rispetto dei diritti e delle libertà di cittadini che in questa vicenda sono innanzitutto vittime di reati gravissimi. Chiediamo in particolare ai mezzi di informazione, cui spetta il diritto-dovere di informare l'opinione pubblica di tener nel dovuto conto che ci si trova di fronte a  episodi che, oltre ad avere ricadute sulla vita del Paese,  coinvolgono i cittadini che devono essere protetti da ogni esposizione mediatica della loro sfera privata.

Il Garante ha più volte indicato, da ultimo lo scorso 21 giugno, le prescrizioni vincolanti per tutti i mezzi di informazione nei casi in cui notizie e documenti possono, secondo la legislazione vigente, essere legalmente conosciuti anche da soggetti estranei al processo. In quell'occasione il Garante ha ribadito i principi dell'essenzialità dell'informazione, dell'interesse pubblico di conoscere i fatti,  il dovere di rispettare sempre la dignità e la sfera sessuale delle persone, l'obbligo di prestare la dovuta attenzione ai minori e alle famiglie incolpevolmente coinvolte.

Nel ricordare che la violazione di questi principi è illecita, il Garante sottolinea il fatto che nelle indagini penali in corso possono essere presenti anche delicati atti, documenti ed informazioni acquisiti ai danni di numerose persone  che hanno subito una gravissima violazione del loro diritto alla riservatezza. Il contenuto di questi atti e documenti, coperto dal segreto istruttorio, non può in alcun modo essere diffuso dai mezzi di informazione.

Il Garante non mancherà di vigilare attentamente sul rispetto di questi principi e di queste regole, e di continuare nell'azione già intrapresa da mesi per mettere in sicurezza le reti di telecomunicazione. In questa attività ci muove la convinzione non solo di compiere  il nostro dovere ma anche di dare un contributo fondamentale alla difesa della libertà di stampa e della stessa civiltà democratica nel nostro Paese.

Roma, 21 settembre 2006