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Social network: attenzione a non cadere nella rete. Sintesi dell'intervento di Francesco Pizzetti - Giornata Europea della protezione dei dati per...

 

Social network: attenzione a non cadere nella rete. Giornata Europea della protezione dei dati personali
Intervento di Francesco Pizzetti
Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali
(sintesi del'intervento)

Strumenti straordinari, ma attenti alle trappole
Il fenomeno dei social network è oggi in una fase esplosiva. Un numero crescente di utenti mettono il loro profilo su Facebook, MySpace, ASmallWorld e spalancano sul mondo le stanze dei propri ricordi, delle proprie abitudini, dei propri gusti per condividerli con gli altri sulla rete.

I social network sono "piazze virtuali" in cui ci si ritrova portando con sé e condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi di amici e tanto altro. Offrono un'incredibile opportunità di incontro e un nuovo modo di sviluppare una vita di relazione senza limiti di spazio.


I social network rappresentano straordinari strumenti di innovazione sociale e contribuiscono a far sì che la rete sia sempre di più oggi il luogo dove si viene elaborando una nuova coscienza collettiva. Tuttavia, essi vengono usati da milioni di persone senza una perfetta conoscenza dei rischi ai quali si espone ed espone gli altri chi mette in rete e condivide informazioni.

Recenti e clamorosi usi inconsapevoli delle possibilità offerte dalle comunità on line e dai social network dimostrano che siamo in presenza di un fenomeno da affrontare con il necessario equilibrio, ma con la dovuta urgenza.

Si pensi al caso del ragazzo francese che ha visto la sua vita - vacanze, amici, dal lavoro dettagli intimi "postati" sul suo social network - pubblicata su un quotidiano. Ma si pensi anche ai veri e propri illeciti, come l'utilizzo di identità altrui per creare "falsi profili", o il furto di informazioni personali per commettere truffe o soltanto per danneggiare chi queste informazioni ha messo on line.

Spesso è lo stesso termine di "community" a falsare la prospettiva: non sappiamo mai chi è veramente la nostra platea. Quando siamo nel mondo fisico possiamo vedere chi ascolta le nostre conversazioni, chi ci guarda. Nel mondo Internet le nostre informazioni si disseminano e non ne abbiamo più il controllo.

I rischi che è bene conoscere
Una volta messi sulla rete, i dati personali di un utente sono difficilmente cancellabili: un numero enorme di persone può conoscere le vostre confessioni più intime e chiunque – aziende private, pubbliche amministrazioni, professionisti, sconosciuti – potrà raccogliere un'enorme quantità di informazioni che vi riguardano e farne l'uso che vuole. Solo per fare un primo immediato esempio, potreste ricevere pubblicità mirata costruita apposta per voi sulla base dei gusti, opinioni, sentimenti espressi sul vostro social network.

Ma ci sono profili ben più gravi, come quelli che riguardano la reputazione, che vanno considerati.

Secondo una recente ricerca il 77% di chi recluta personale cerca possibili candidati sul web e il 35% di loro afferma di aver eliminato un candidato sulla base di informazioni scoperte navigando in rete. Se si tratterà di decidere chi assumere tra due candidati allo stesso livello avrà la peggio quello  dei due che, senza pensarci bene, ha messo a disposizione nel suo social network dati e informazioni che possono danneggiarlo.

Privacy e libertà possono convivere
Per garantire agli utenti della rete la libertà di potersi esprimere ed entrare in comunicazione con gli altri senza temere di subire o provocare danni, occorre promuovere un uso consapevole dei social network. E questo perché sulla rete la protezione dei dati personali passa innanzitutto attraverso una autotutela. Privacy e libertà possono in questo modo convivere.

Per questo il Garante italiano – anche sulla scorta di quanto messo a punto delle Autorità Garanti di tutto il mondo riunite a Strasburgo nell'ottobre 2008 - ha dato alcune raccomandazioni agli utenti:

  • Occorre che gli utenti valutino bene quali dati inserire nel proprio profilo creato sui social network: soprattutto i minori dovrebbero evitare di fornire l'indirizzo e il numero telefonico di casa, e magari usare uno pseudonimo.
  • Occorre prestare particolare attenzione anche alla privacy degli altri, soprattutto se si pubblicano dati personali o fotografie senza il loro consenso.

Ma anche i fornitori di servizi di social network devono essere sottoposti ad una serie di obblighi.

  • I fornitori di servizi di social network devono prevedere configurazioni tecniche orientate a favorire la privacy degli utenti ed informarli in modo corretto e trasparente sulle conseguenze che potrebbero derivare dalla pubblicazione di dati personali in un profilo.
  • I fornitori di servizi devono sempre informare in maniera adeguata gli utenti sulle conseguenze che potrebbe avere l'immissione in rete di dati personali.
  • Devono inoltre garantire che i dati degli utenti non siano rintracciabili dai motori di ricerca se non con il loro previo consenso.
  • Agli utenti deve essere consentito di limitare la visibilità dell'intero profilo, così come di recedere facilmente dal servizio e di cancellare ogni informazione pubblicata sul social network.L'Autorità Garante italiana, da parte sua, sta intervenendo su diversi fronti per sensibilizzare gli utenti ad un uso consapevole ed informato dello strumento dei social network: innanzitutto in ambito nazionale, come nel recente caso verificatosi all'Ospedale Molinette di Torino.

Ma è anche a livello internazionale che il Garante si sta impegnando per promuovere un'azione comune a tutela di chi naviga sulla rete: Internet è un medium globale e come tale ha bisogno di regole condivise a livello globale.

Milano, 28 gennaio 2009