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WP 113 - Parere 4/2005 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambit...

[doc. web n. 1608355]

Parere 4/2005 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE (COM(2005)438 definitivo del 21.9.2005)
21 ottobre 2005 - WP 113

La conservazione preventiva e generalizzata dei dati di traffico interferisce con il diritto fondamentale alla riservatezza delle comunicazioni; per questo motivo, in linea generale, il Gruppo art. 29 ha sempre ritenuto che il ricorso a tale misura debba essere riservato solo a casi eccezionali e per motivate e pressanti esigenze sociali, nonché sulla base di adeguate e specifiche garanzie previste per legge.

Il parere riguarda la proposta di direttiva sulla conservazione dei dati presentata dalla Commissione europea nel mese di settembre 2005 (Com(2005)438; ora direttiva n. 2006/24/Ce), come parte di un "pacchetto" di misure messe a punto nel quadro della lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Il Gruppo, come già in varie occasioni dopo gli eventi del settembre 2001, ha voluto sottolineare la propria consapevolezza e condivisione rispetto alle sfide poste dal terrorismo e alla necessità di farvi fronte in modo efficace; tuttavia, ha precisato che ciò deve avvenire senza minare i principi e diritti fondamentali (ivi compreso il diritto alla privacy) che formano la base delle società democratiche.

La proposta di direttiva ha previsto un obbligo generalizzato per tutti i fornitori di servizi di comunicazione di conservare i dati di traffico per finalità non connesse alla fatturazione, bensì per scopi investigativi. Pur prendendo atto con favore dell'intento di armonizzare il quadro normativo europeo in questo campo, in cui sussistono numerose diversità, il Gruppo non ha ritenuto che le motivazioni addotte dalle competenti autorità dei Paesi membri a sostegno della conservazione obbligatoria dei dati fossero sufficientemente solide, in particolare rispetto al periodo massimo di conservazione previsto nella proposta.

In questo contesto, i Garanti hanno chiesto alla Commissione ed al Parlamento (chiamato a decidere congiuntamente sull'adozione della direttiva) di prevedere alcune garanzie essenziali, anche alla luce di altri strumenti internazionali come la Convenzione europea dei diritti umani:

  • specificare chiaramente le finalità della conservazione dei dati, che devono essere connesse alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, anziché contro generiche forme di "grave criminalità";
  • indicare chiaramente a quali condizioni le autorità competenti potrebbero accedere ai dati in oggetto ed utilizzarli per combattere la minaccia del terrorismo;
  • limitare al massimo il periodo di eventuale conservazione, chiarendo che esso rappresenta il tetto massimo applicabile dagli Stati membri (che però dovrebbero poter prevedere periodi più brevi);
  • dare massima pubblicità alle misure introdotte;
  • prevedere un riesame periodico delle motivazioni alla base delle misure di conservazione obbligatoria dei dati (almeno ogni 2-3 anni);
  • prevedere che, in ogni caso, si tratti di misure ad applicazione limitata nel tempo (3 anni) proprio per la natura circostanziale delle motivazioni che stanno alla base della proposta della Commissione.

I Garanti hanno richiamato queste ed altre specifiche garanzie in forma sintetica in un elenco finale recante venti prescrizioni. Tra esse vanno citati almeno: il divieto di trattamenti ulteriori dei dati conservati (se non in presenza di rigide e specifiche garanzie); l'opportunità di autorizzare l'accesso caso per caso attraverso decisioni dell'autorità giudiziaria o, comunque, delle autorità competenti; la predisposizione di misure concernenti la sicurezza e la separazione logica dei dati che i fornitori di servizi devono adottare; la definizione precisa delle categorie di dati da conservare e la previsione di meccanismi di revisione di tali categorie; la necessità di escludere in ogni caso i dati relativi ai contenuti delle comunicazioni.

 

Documento Parere 4/2005 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE (COM(2005)438 definitivo del 21.9.2005) - 21 ottobre 2005 Parere 4/2005 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la conservazione di dati trattati nell'ambito della fornitura di servizi pubblici di comunicazione elettronica e che modifica la direttiva 2002/58/CE (COM(2005)438 definitivo del 21.9.2005) - 21 ottobre 2005 (110 Kb)