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Nota del Presidente del Garante, Antonello Soro, al Presidente del Consiglio dei Ministri sul d.lgs recante disposizioni integrative e correttive al Codice dell’Amministrazione Digitale - 22 gennaio 2018

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
8456134
Data:
22/01/18
Tipologia:
Note istituzionali

Illustre
On. Paolo Gentiloni
Presidente del Consiglio dei Ministri

Abbiamo appreso che nella versione definitiva del decreto legislativo recante le disposizioni integrative e correttive al Codice dell'Amministrazione Digitale (d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217) è stata introdotta una disposizione che, con un impatto senza precedenti, potrebbe pregiudicare l'assetto delle garanzie assicurate fino a oggi nel trattamento dei dati personali nella pubblica amministrazione.

Tale testo è stato aggiunto, dal Consiglio dei ministri in sede di deliberazione in via definitiva del decreto legislativo, all'interno dell'Atto governo sottoposto al parere –favorevole ma condizionato– del Garante: reso peraltro in tempi strettissimi, su una versione che, appunto, non conteneva alcun riferimento a tale proposito.

Al riguardo occorre rimarcare che, in base alle vigenti disposizioni di legge, una modifica di tale importanza avrebbe richiesto certamente un ulteriore interpello del Garante. Questo, anche a voler ritenere –cosa di cui si dubita– che la disposizione in parola sia in linea con la delega attribuita dal legislatore.

Il nuovo art. 50-ter del CAD –che ha istituito la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, affidata in via sperimentale al Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale– laddove riferito anche ai dati personali, fa sorgere diversi interrogativi in ordine alla compatibilità con la normativa europea sulla protezione dei dati.

Presso la suddetta Piattaforma, infatti, dovrebbero essere accentrati e duplicati tutti i dati detenuti dalle pubbliche amministrazioni per finalità del tutto generiche. Si realizzerebbe così una concentrazione presso un unico soggetto di informazioni, anche sensibili e sensibilissime, con evidenti rischi di usi distorti e accessi non autorizzati.

Il ruolo affidato al Garante dalla suddetta disposizione non pare peraltro sufficiente a superare le criticità sopra evidenziate. La pur necessaria valorizzazione del patrimonio informativo pubblico non deve, infatti, avvenire a discapito della tutela dei diritti fondamentali e con possibili ricadute anche in termini di sicurezza nazionale.

Le scrivo per rappresentare le preoccupazioni dell'Autorità da me presieduta, confidando in una Sua iniziativa tesa a scongiurare i rischi sopra evidenziati.

Antonello Soro