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Newsletter dell'8 luglio 2011

 

 

 

 

 

 

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Stop a "fax selvaggio"
Il Garante Privacy vieta a numerose società l´uso dei dati di migliaia di cittadini e imprese. In arrivo pesanti sanzioni

 

Prosegue l´azione del Garante privacy contro "fax selvaggio", un fenomeno in costante crescita di cui è vittima un numero rilevante di imprese e cittadini. Sono oltre quindici i provvedimenti più rilevanti, emanati nel corso degli ultimi mesi, con i quali l´Autorità ha vietato a privati e società l´uso di migliaia di recapiti per l´invio di fax pubblicitari illeciti ed ha ribadito il principio secondo il quale chiunque invii messaggi promozionali mediante sistemi automatizzati (fax, e-mail, sms, mms) è sempre obbligato a raccogliere preventivamente il consenso specifico ed informato del destinatario. In alcuni casi i provvedimenti inibitori adottati dall´Autorità hanno colpito intere banche dati utilizzate per effettuare campagne promozionali per conto proprio o di terzi.

Da mesi è in atto un´intensa attività istruttoria e ispettiva del Garante avviata su segnalazione di numerose società e di semplici cittadini, stanchi di essere disturbati, a tutte le ore del giorno e della notte, spesso senza avere la possibilità di identificare il mittente di tali messaggi commerciali.

Il divieto è scattato anche nei confronti di una società che, sebbene conservasse all´estero i dati personali e li gestisse in modalità remota, utilizzava in modo prevalente e per le funzioni più importanti un apparato di rete (fax gateway) collocato sul territorio italiano. Circostanza questa che impone all´azienda il rispetto della normativa italiana, con il conseguente obbligo di acquisire il preventivo consenso dei destinatari delle comunicazioni. Questi ultimi, in realtà, non soltanto non avevano mai acconsentito alla ricezione delle comunicazioni promozionali, ma non avevano neanche la possibilità di opporsi ad ulteriori invii, dal momento che ogni tentativo di rispedire il fax al mittente o di contattare la società risultava vano o privo di effetto.

Il Garante, al di là dei profili penali che potrebbero eventualmente ravvisarsi nella concreta vicenda, ha ordinato alla società di acquisire il preventivo consenso dei destinatari e di indicare in un apposito riquadro inserito nel fax l´identità del titolare ed un recapito per opporsi a successivi invii.

Nei confronti di tutte le società raggiunte dai divieti l´Autorità ha inoltre avviato procedimenti per valutare l´applicazione di sanzioni amministrative che nei casi più gravi possono arrivare fino a 300 mila euro.

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Provv. 7 aprile 2011

 


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Rinnovate le autorizzazioni generali

L´autorizzazione sui dati genetici vale anche per gli organismi di mediazione

 

Il Garante Privacy ha rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari che saranno efficaci dal 1° luglio 2011 sino al 31 dicembre 2012.
 
I sette provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative e del settore turistico, l´elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario.
 
Le nuove autorizzazioni non recano significative modifiche rispetto a quelle in scadenza, alle quali sono state apportate solo alcune circoscritte integrazioni relative a modifiche normative intervenute nei settori considerati.
 
Il Garante ha rinnovato, inoltre, l´autorizzazione al trattamento dei dati genetici anch´essa efficace sino al 31 dicembre  2012.  L´autorizzazione, già rivolta a medici,  laboratori di genetica, organismi sanitari, istituti di ricerca, farmacisti, è stata estesa anche gli organismi di  mediazione pubblici e privati, introdotti di recente.
 
Tali organismi in caso di trattamento di dati genetici (ad es. procedimenti inerenti il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica)  dovranno rispettare le prescrizioni contenute nell´autorizzazione. Contestualmente, con un altro provvedimento,  l´Autorità ha disposto nei loro confronti l´esonero della notificazione dei trattamenti  di dati genetici effettuati nell´esercizio delle attività di mediazione.
 
Le nuove autorizzazioni sono in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

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Autorizzazioni del Garante

 


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Camere di commercio: più tutele nella designazione dei consiglieri

 

Procedure a prova di privacy  per la  nomina dei consiglieri e dei membri della giunta delle Camere di commercio. Il Garante ha dato via libera ad uno schema di regolamento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico che definisce tempi, criteri e modalità della procedura per la designazione.

Il parere rilasciato dal Garante riguarda una versione aggiornata dello schema di decreto, che tiene conto degli approfondimenti e delle indicazioni rese dalla stessa Autorità al Ministero per assicurare maggiore tutela ai dati personali necessari  al procedimento, in particolare quelli sensibili e giudiziari.

Lo schema prevede che le organizzazioni interessate alla designazione dei componenti del consiglio depositino presso la Camera di commercio l´elenco delle imprese o degli associati mediante dichiarazione sostitutiva dell´atto di notorietà. In seguito al recepimento delle osservazioni dell´Autorità, è stato stabilito che tale dichiarazione dovrà essere presentata su supporto digitale, crittografato con chiave pubblica indicata dalla camera di commercio, o, in alternativa, su supporto cartaceo ma in busta chiusa sigillata.

L´uso del dispositivo sicuro per l´accesso ai dati cifrati o l´apertura delle buste sigillate devono essere regolati da un´apposita procedura. Gli eventuali dati sensibili contenuti nell´elenco possono essere trattati unicamente per i controlli previsti.

Il Garante ha inoltre stabilito che i dati personali necessari per le designazioni vengano distrutti al termine del mandato consiliare.

 

 

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- Provv. 26 maggio 2011


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Maternità e occupazione: ok a flusso dati per progetto Regione Lombardia

 
La Consigliera di Parità della Regione Lombardia potrà ricevere dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Provinciale del Lavoro di Bergamo le informazioni relative alle lavoratrici madri che si sono dimesse nel periodo 2005-2008. Il Garante ha infatti dato via libera allo scambio di dati tra i due enti ai fini della realizzazione del progetto di ricerca "Maternità e occupazione" finanziato dalla Regione. Il progetto ha come obiettivo l´analisi delle motivazioni che spingono le neomamme a lasciare il lavoro e la creazione di uno sportello telematico  che offra servizi informativi e interattivi dedicati. É previsto che le donne siano contattate telefonicamente e informate  circa  la modalità di raccolta e trattamento delle loro informazioni personali e lo scopo dell´iniziativa. Per realizzare questa finalità la Consigliera di parità deve poter acquisire dal Ministero una serie di dati: nome, data di nascita, numero telefonico, anno inizio lavoro, anno dimissioni e azienda delle lavoratrici madri. Una tale comunicazione di dati tra enti è però ammessa, in base al Codice privacy, quando sia prevista  da una norma di legge oppure quando sia comunque necessaria per assicurare lo svolgimento delle funzioni istituzionali dei soggetti pubblici interessati. Mancando la previsione normativa, il Ministero del Lavoro, intendendo favorire la nascita del progetto, ha dunque rappresentato al Garante la necessità che la Consigliera di Parità acquisisca queste informazioni.
 
L´Autorità ha riconosciuto, pur in assenza di una espressa norma di legge o di regolamento, che per la realizzazione del progetto "Maternità e Occupazione", rientrante nell´ambito delle funzioni istituzionali della Consigliera, tale flusso di dati è comunque necessario. E ha quindi consentito la trasmissione delle informazioni da parte della Direzione Provinciale del Lavoro.
 
L´Autorità ha prescritto che le informazioni possano essere trattate unicamente per tale scopo e quindi conservate presso la Consigliera di Parità non oltre il termine della durata della progetto. Ha inoltre disposto, in caso di pubblicazione dei dati, la diffusione in forma aggregata o secondo modalità che non rendano comunque identificabili  i soggetti.

 

CONTENUTI CORRELATI
 - [Parere del 26 maggio 2011]

 

 

 

L´ATTIVITÁ DEL GARANTE - PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIÚ
Gli interventi e i provvedimenti più importanti recentemente adottati dall´Autorità


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