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Newsletter del 21 novembre 2011

 

 

 

 

 

 

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Limiti al telemarketing

L´offerta commerciale deve essere strettamente funzionale all´attività del professionista

 

I dati contenuti negli albi professionali possono essere utilizzati per telefonate commerciali solo se il promotore ha già acquisito il consenso dell´interessato o se presenta offerte strettamente attinenti l´attività svolta dal professionista contattato. Lo ha chiarito il Garante privacy che ha vietato ad una società di utilizzare per scopi promozionali i dati  personali di un avvocato che si era lamentato di essere stato disturbato in ufficio con offerte di servizi di telefonia destinati all´utenza business.

Nella richiesta all´Autorità, il legale evidenziava come la presenza dei propri dati personali e, quindi, anche del proprio recapito telefonico nell´albo degli avvocati, anche in versione on line, costituisse un obbligo di legge e non implicasse alcun consenso a ricevere telefonate promozionali. Al fine di non essere più disturbato, l´utente si era anche iscritto nel Registro pubblico delle opposizioni. La società si è difesa affermando che i servizi di telefonia business proposti riguardavano l´attività professionale dell´utente e che si trattava pertanto di un utilizzo perfettamente lecito di dati estratti da un albo professionale on line consultabile da chiunque. Dai riscontri del Garante è invece emerso che l´offerta commerciale era generica e non "direttamente funzionale" alla professione forense, non giustificando così l´eventuale esonero dall´acquisizione del consenso.

Nel dichiarare illecito il trattamento di dati effettuato dalla società, il Garante ha ribadito che i dati  personali di un professionista - anche quando sono estratti da un registro, elenco o albo consultabile da chiunque -  non possono essere usati per finalità di telemarketing non strettamente attinenti l´attività lavorativa della persona contattata, senza che sia stato preventivamente acquisito il suo consenso. L´Autorità ha inoltre ricordato che tutte le società, prima di poter utilizzare a fini di marketing i numeri contenuti in elenchi telefonici generali, sono tenute a verificare che gli utenti non si siano iscritti nel Registro pubblico delle opposizioni e non abbiano quindi in tal modo espresso  la propria contrarietà a ricevere telefonate pubblicitarie.

 

 


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Sanità: più tutela per i dati dei malati negli hospice

 

Più riservatezza per i malati terminali in caso di monitoraggio dell´assistenza sanitaria. Il Garante privacy ha dato parere favorevole allo schema di decreto del Ministero della salute che istituisce il Sistema  informativo per il monitoraggio dell´assistenza erogata presso gli hospice, le strutture sanitarie residenziali per malati terminali. Nel suo parere l´Autorità non ha formulato osservazioni poiché lo schema sottoposto alla sua attenzione aveva già recepito gran parte delle indicazioni fornite dall´Ufficio del Garante al Ministero nel corso di riunioni e contatti informali. Il Sistema, realizzato e gestito dal Ministero della salute nell´ambito del Nuovo sistema informativo sanitario NSIS è costituito da una grande banca dati alimentata con informazioni fornite dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, già prive di elementi identificativi diretti dei pazienti. Lo schema di decreto prevede infatti che nel sistema, in cui affluiscono una gran quantità di informazioni, anche di carattere sanitario (caratteristiche dell´assistito, prestazioni erogate, dati sulla  presa in carico e conclusione della degenza) non siano presenti i nominativi dei pazienti, sostituiti da un codice univoco o resi anonimi.
 
Per garantire la riservatezza dei malati, Ministero, Regioni e province autonome - nello svolgimento delle attività di monitoraggio dell´assistenza in materia  di cure palliative, terapia del dolore, ma anche della spesa sanitaria - potranno accedere solo a dati aggregati. Anche gli operatori autorizzati ad effettuare ricerche nel Sistema potranno consultare solo dati non riferibili a singoli individui.
 
I dati sanitari inoltre dovranno essere trattati con tecniche crittografiche e conservati in archivi separati, mentre le informazioni sulle patologie degli assistiti saranno inintelligibili anche al personale autorizzato. Per quanto riguarda infine la  trasmissione dei dati, lo schema di decreto prevede l´adozione di un protocollo sicuro e l´autenticazione bilaterale tra i sistemi, basata su certificati digitali emessi da una autorità di certificazione ufficiale.

 

 


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Voto per corrispondenza a Bolzano: via libera del Garante

 

Il Garante Privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di disegno di legge provinciale riguardante l´introduzione del voto per corrispondenza nella Provincia autonoma di Bolzano.

Gli elettori, residenti all´estero o dimoranti  fuori provincia e interessati a questa modalità di esercizio del diritto di voto, dovranno farne apposita richiesta (allegando dati anagrafici e corretto indirizzo postale) al Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti. Il Comune trasmetterà, poi, all´ufficio elettorale centrale tutta la documentazione necessaria alla formazione della lista dei cittadini che votano per posta. Al termine della procedura, all´elettore arriverà un plico contenente l´informativa sul trattamento dei dati personali e la documentazione necessaria per l´espressione del voto.

L´Autorità, nel dare il via libera, limitatamente agli aspetti di sua competenza, ha rilevato che la disciplina dell´esercizio del diritto di voto per corrispondenza, individua adeguate misure e accorgimenti a tutela dei dati personali degli elettori.

Sulla base, infatti, delle precisazioni fornite dalla Provincia in merito all´informativa trasmessa agli elettori, ai tempi e alle finalità di conservazione della lista formata a cura dell´ufficio elettorale centrale, risulta, che i dati personali di chi intende esercitare il voto per corrispondenza saranno trattati esclusivamente per le finalità connesse all´espletamento della consultazione elettorale di riferimento.


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I Garanti del mondo discutono di privacy nell´era globale

Alla Conferenza internazionale di Città del Messico adottate tre risoluzioni

 

Come proteggere i dati personali in un´era globale.

E´ questo il tema cruciale a cui è stata dedicata la 33ma Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati personali, svoltasi la scorsa settimana a Città del Messico, che ha visto riuniti rappresentanti provenienti da tutti i continenti e alla quale ha partecipato anche il Presidente dell´Autorità italiana, Francesco Pizzetti.

Lo sviluppo esponenziale delle tecnologie, le nuove forme di comunicazione in rete, la proliferazione dei dati, l´uso innovativo delle informazioni,  hanno aperto orizzonti sociali ed economici prima impensabili. Ma hanno conseguentemente modificato il contesto nel quale le Autorità di protezione dei dati personali si trovano ad operare, e soprattutto determinato la necessità di un approccio globale ai problemi di protezione dati e di una definizione di regole in grado di garantire una tutela effettiva della privacy, al di là di culture e confini nazionali.

E´ dunque con questa consapevolezza e con l´esigenza di  una missione comune che nella tre giorni di lavori le Autorità per la privacy di tutto il mondo si sono confrontate su rilevanti questioni di primo piano: la nuova economia basata sulle grandi banche dati (il cosiddetto"Big Data"); le nuove tecnologie usate per l´analisi dei comportamenti e la profilazione degli individui; la sicurezza dei dati e le nuove realtà come il cloud computing; il diritto all´oblio nel mondo digitale;le nuove applicazioni per la telefonia mobile; il ruolo e le responsabilità delle Autorità di protezione dati; la ridefinizione dello stesso concetto di dato personale di fronte agli scenari aperti dalla Rete.

La Conferenza ha adottato tre risoluzioni sulla privacy: una sull´uso del nuovo protocollo Internet per l´assegnazione degli indirizzi (IPv6); una seconda sulla necessità di un coordinamento rafforzato a livello internazionale; una terza sulla protezione dei dati in caso di disastri ambientali. A far parte della Conferenza internazionale sono stati ammessi come nuovi membri la Bosnia Erzegovina e il Marocco.

 

 


 
 

L´ATTIVITÁ DEL GARANTE - PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIÚ
Gli interventi e i provvedimenti più importanti recentemente adottati dall´Autorità


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