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Intercettazioni: Soro, colmare lacune su uso captatori. "Vietare ricorso a app-spia e archiviazione con sistemi cloud"

Intercettazioni: Soro, colmare lacune su uso captatori. "Vietare ricorso a app-spia e archiviazione con sistemi cloud"
Intervento di Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali
(Ansa, 4 febbraio 2020)

"Per quanto concerne le intercettazioni mediante captatori, si dovrebbe cogliere quest'occasione per colmare le lacune normative che già  il Garante aveva rilevato in sede di parere, ma anche nell'ambito della segnalazione rivolta al Parlamento e al Governo". Lo ha detto il Garante per la Privacy, Antonello Soro, in Commissione Giustizia al Senato nell'ambito dell'iter di conversione del decreto sulle intercettazioni.

"Le straordinarie potenzialità intrusive di tali strumenti - ha sottolineato - impongono, infatti, garanzie adeguate per impedire che essi, da preziosi ausiliari degli inquirenti, degenerino invece in mezzi di sorveglianza massiva".

"La necessità di tali garanzie sembra, peraltro, asseverata dalle notizie di cronaca (si pensi al caso Exodus), relative alle particolari modalità di realizzazione delle captazioni mediante malware, da parte delle società incaricate - ha spiegato ancora Soro -. Ci si riferisce, in particolare, all'utilizzo, ai fini intercettativi, di software connessi ad app, che quindi non sono direttamente inoculati nel solo dispositivo dell'indagato, ma posti su piattaforme accessibili a tutti. Ove rese disponibili sul mercato, anche solo per errore in assenza dei filtri necessari a limitarne l'acquisizione da parte dei terzi, queste app-spia rischierebbero, infatti, di trasformarsi in pericolosi strumenti di sorveglianza massiva".

"Inoltre, pericoloso è l'utilizzo di sistemi cloud per l'archiviazione dei dati captati, addirittura in Stati extraeuropei - ha aggiunto il Garante -. La delocalizzazione dei server in territori non soggetti alla giurisdizione nazionale costituisce, infatti, un evidente vulnus non soltanto per la tutela dei diritti degli interessati, ma anche per la stessa efficacia e segretezza dell'azione investigativa. Il ricorso a tali due tipologie di sistemi (software che non siano inoculati direttamente sul dispositivo-ospite, e, per altro verso, archiviazione mediante sistemi cloud) dovrebbe, dunque, essere oggetto di un apposito divieto".