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Provvedimento del 15 aprile 2004 [1092564]

[doc. web. n. 1092564]

Provvedimento del 15 aprile 2004

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

In data odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotà, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dottor Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTA la segnalazione con cui la Sig.a XY ha lamentato una possibile violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali da parte del Circolo sottufficiali della Marina militare "G. Agnes" di La Spezia, il quale, nell'ambito di un procedimento volto al riconoscimento della malattia professionale da questa asseritamente contratta sul luogo di lavoro, avrebbe inviato alla sede Inail di quella città tutti i certificati medici, contenenti anche la diagnosi, presentati dall'interessata nel corso del suo rapporto di lavoro;

VISTE le dichiarazioni rese il 22 gennaio 2003 dal Circolo "G. Agnes", a seguito di una richiesta di informazioni di questa Autorità, secondo le quali nessun certificato medico concernente l'interessata sarebbe stato mai da questo trasmesso all'Inail;

VISTI i documenti successivamente prodotti dalla segnalante e, in particolare, la nota dell'Inail di La Spezia del 24 marzo 2003, nella quale, rispondendo ad un'istanza di accesso ai documenti amministrativi presentata dall'interessata, detta amministrazione ha dichiarato di detenere "uno statino riepilogativo delle assenze effettuate" dalla Sig.a XY "dal 1983 al 30.4.2000 con annessi n. 65 certificati medici";

VISTA la nota n. 5734 dell'8 aprile 2003 con cui questa Autorità ha chiesto all'Inail di La Spezia di fornire maggiori elementi in merito e copia dell'incartamento ricevuto dal predetto Circolo;

ESAMINATA la documentazione trasmessa il 28 aprile 2003 dall'Inail a seguito di tale richiesta e, in particolare, i numerosi certificati medici corredati di diagnosi e lo statino riepilogativo delle assenze e delle patologie sofferte dalla segnalante;

RILEVATO che tale documentazione reca il timbro di "copia conforme all'originale" del Circolo "G. Agnes" di La Spezia;

VISTO quanto affermato dall'Inail di La Spezia nella predetta nota di risposta alla citata richiesta di informazioni di questa Autorità e rilevato, in particolare, che detta documentazione sarebbe stata inviata -in busta chiusa- dal Circolo "G. Agnes", in luogo della denuncia di malattia professionale relativa alla Sig.a XY, richiesta ai sensi dell'art. 53 d.P.R. n. 1124/1965;

RILEVATO che, ai sensi dell'art. 53 del d.P.R. n. 1124/1965, la denuncia delle malattie professionali deve essere trasmessa dal datore di lavoro all'istituto assicuratore, unitamente al certificato medico contenente, tra l'altro, una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall'ammalato stesso e di quella rilevata dal medico certificatore;

RILEVATO che il Circolo "G. Agnes" di La Spezia, nonostante quanto esplicitamente richiesto dell'Inail, avrebbe inviato a quest'ultimo non la denuncia di malattia professionale di cui all'art. 53 del d.P.R. n. 1124/1965, bensì tutti i certificati medici presentati dall'interessata nel corso del rapporto di lavoro, relativi al periodo dal 1985 al 2000;

CONSIDERATO che detti certificati si riferiscono in buona parte a temporanei malesseri (es. "stato febbrile" o "faringite") o a patologie ("appendicectomia", "trauma contusivi", "trattamento odontoiatrico") non collegate a quella denunciata come malattia professionale dall'interessata;

RILEVATO che la trasmissione di detti certificati medici da parte del datore di lavoro all'Inail non risulta prevista da alcuna disposizione normativa e contrasta con i princìpi di pertinenza e non eccedenza dei dati rispetto alle finalità del trattamento previsti dall'art. 9 della legge n. 675/1996 vigente all'epoca dei fatti (ora recepito nell'art. 11 del d.lg. n. 196/2003, entrato in vigore il 1° gennaio 2004);

CONSIDERATO quindi che all'Istituto assicuratore doveva pervenire unicamente la denuncia di malattia professionale corredata dal certificato del medico competente, così come previsto dall'art. 53 del d.P.R. n. 1124/1965, e non invece tutta la documentazione medica prodotta dall'interessata nel corso del rapporto di lavoro;

CONSIDERATO che la detenzione della certificazione medica contenente anche la diagnosi da parte del suddetto Circolo non risulta altresì, allo stato, conforme al quadro normativo (cfr. art. 2 del d.l. 30 dicembre 1979, n. 633, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, nel testo modificato dall'art. 15 della legge 23 aprile 1981, n. 155) che non prevede più l'obbligo dell'invio al datore di lavoro di documentazione contenente anche l'indicazione della diagnosi concernente l'assenza per malattia del lavoratore, non risultando dagli atti e dai primi accertamenti svolti altra disposizione speciale che disponga diversamente per i dipendenti della predetta amministrazione;

RILEVATO che il trattamento, da parte del suddetto Circolo, dei dati idonei a rilevare lo stato di salute della Sig.a XY ricavabili dalla diagnosi contenuta nei predetti certificati non risulta conforme alla citata normativa e che, conseguentemente, anche la loro comunicazione all'Inail non risulta lecita;

RILEVATO che il lavoratore assente per malattia (cfr. art. 2 del d.l. 30 dicembre 1979, n. 633, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, nel testo modificato dall'art. 15 della legge 23 aprile 1981, n. 155), è tenuto a presentare al datore di lavoro esclusivamente l'attestazione della prognosi e che, pertanto, anche nel caso in cui produca il certificato di diagnosi anche al datore di lavoro, quest'ultimo non può lecitamente trattare tali informazioni idonee a rivelare lo stato di salute del lavoratore ma deve, anzi, adoperarsi anche verso i lavoratori interessati ed i medici per gli opportuni accorgimenti;

PRESO ATTO che l'Inail di La Spezia, nella già citata nota di risposta alla richiesta di informazioni di questa Autorità, ha invece ritenuto a suo avviso indispensabile "la documentazione inviata dall'amministrazione MM.MM. ed i certificati prodotti in copia dalla stessa … per la formulazione di un giudizio valutativo circa l'effettiva esistenza della denunciata malattia professionale";

RILEVATO, tuttavia, che i dati idonei a rivelare lo stato di salute della Sig.a XY non risultano allo stato acquisiti e ulteriormente trattati dall'Inail in presenza di idoneo presupposto normativo;

VISTO l'art. 9 della legge n. 675/1996 vigente all'epoca dei fatti (ora riprodotto nell'art. 11 del d.lg. n. 196/2003), il quale prevede che i dati personali siano trattati in modo lecito e secondo correttezza, raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;

VISTO l'art. 11, comma 2, del d.lg. n. 196/2003 il quale prevede che i dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati;

VISTO che ai sensi dell'art. 22, comma 3 e 3-bis, della legge n. 675/1996 vigente all'epoca dei fatti (v. ora art. 20 del d.lg. n. 196/2003), il trattamento dei dati sensibili da parte dei soggetti pubblici è ammesso solo se previsto da espresse disposizioni di legge e di regolamento;

VISTO l'art. 3 del d.lg. n. 135/1999 vigente all'epoca dei fatti (v. ora art. 22 del d.lg. n. 196/2003) il quale prevede, fra l'altro, che i soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa;

RITENUTO, pertanto, che i medesimi dati non possano essere tenuti in considerazione dall'Inail, al fine di formulare eventuali giudizi sulla richiesta di riconoscimento della malattia professionale presentata dalla Sig.ra XY;

RITENUTA la necessità di avviare ulteriori accertamenti ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del d.lg. n. 196/2003 sulla liceità e sulla correttezza del trattamento svolto dal Circolo sottufficiali "G. Agnes" con particolare riguardo alle finalità, alle modalità, all'utilizzo ed alla loro comunicazione a terzi ed a soggetti pubblici, nonché alla loro conservazione e distruzione, anche in relazione ai principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza sopra richiamati;

RITENUTO che in considerazione della particolare natura dei dati trattati e degli effetti che tale trattamento può determinare, vi è inoltre il concreto rischio di un pregiudizio rilevante, oltre che per la sig.a XY, per ogni lavoratore i cui dati idonei a rivelare lo stato di salute siano ricavabili dall'indicazione della diagnosi contenuta nei certificati recapitati o trasmessi dagli stessi, a qualunque titolo, al predetto Circolo;

RITENUTA, pertanto, ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. d), del d.lg. n. 196/2003, la necessità di vietare all'Inail di La Spezia di trattare i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute della Sig.a XY che si riferiscono a patologie non collegate a quella denunciata come malattia professionale ricavabili dall'indicazione della diagnosi contenuta nelle certificazioni e nel prospetto riepilogativo trasmessi dal Circolo sottufficiali "G. Agnes", riservandosi di adottare un ulteriore eventuale provvedimento di divieto all'esito dell'accertamento della liceità del trattamento svolto dal Circolo sottufficiali "G. Agnes" per il quale viene disposto il blocco;

RITENUTA la necessità di disporre il blocco dei predetti dati personali idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati trattati dal Circolo sottufficiali "G. Agnes";

CONSIDERATO, inoltre, che il suddetto Circolo ha affermato, nelle note inviate a questa Autorità, di non aver mai trasmesso all'Inail di La Spezia alcun certificato medico presentato o riferito all'interessata e constatato, invece, che detta trasmissione risulta allo stato essere avvenuta;

VISTO l'art. 37-bis della legge n. 675/1996 (v. ora art. 168 del d.lg n. 196/2003) concernente il reato di falsità nelle dichiarazioni rese al Garante e ritenuta pertanto la necessità di dare comunicazione all'autorità giudiziaria per le valutazioni e gli approfondimenti di competenza al riguardo;

VISTA la documentazione in atti;

SULLA base dell'esame preliminare svoltosi nella riunione del 10 dicembre 2003;

VISTE le osservazioni formulate dal Segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il Prof. Giuseppe Santaniello;

TUTTO CIÒ PREMESSO, IL GARANTE:

a) ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. d), del d.lg. n. 196/2003, vieta all'Inail di La Spezia:

  1. di trattare i dati personali, idonei anche a rivelare lo stato di salute della Sig.a XY che si riferiscono a situazioni di salute e a patologie non collegate a quelle denunciate come malattia professionale ricavabili dall'indicazione della diagnosi contenuta nelle certificazioni e nel prospetto riepilogativo trasmessi dal Circolo sottufficiali "G. Agnes"; si riserva, inoltre, di adottare un ulteriore eventuale provvedimento di divieto all'esito dell'accertamento della liceità del trattamento per il quale è stato adottato il blocco di cui alla lett. b);
  2. conseguentemente, di tener conto dei medesimi dati ai fini della valutazione della richiesta di riconoscimento della malattia professionale da questa presentata.

b) ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. d), del d.lg. n. 196/2003, dispone, nei confronti del Circolo Sottufficiali "G. Agnes" di La Spezia, il blocco del trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute dei lavoratori ricavabili dall'indicazione della diagnosi contenuta nei certificati relativi ai lavoratori che li hanno recapitati o trasmessi al Circolo stesso a qualunque titolo;

c) ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del d.lg. n. 196/2003 segnala al Circolo Sottufficiali "G. Agnes" di La Spezia la necessità di adottare i necessari accorgimenti per oscurare nelle certificazioni sanitarie le diagnosi già apposte relativamente alla sig.a XY, nonchè nei certificati di diagnosi relativi ai lavoratori interessati al blocco di cui alla lett. b);

d) ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. i), del d.lg. n. 196/2003 dispone l'invio di copia della presente decisione alla competente Procura della Repubblica per quanto di competenza.

Roma, 15 aprile 2004

Il Presidente
Rodotà

Il Relatore
Santaniello

Il Segretario generale
Buttarelli