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DIRITTI E PREVENZIONE > COME TUTELARE LA TUA PRIVACY

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Dichiarazione di Antonello Soro. L'azione contro Google tutela cittadini e imprese UE

Antonello Soro, Garante per la privacy, commenta la decisione, assunta ieri insieme ai suoi colleghi delle altre 26 autorità europee per la protezione dei dati, di lanciare prima dell'estate un'"azione repressiva" nei confronti di google che si rifiuta di modificare le sue norme sulla privacy

SCHEDA
Garante per la protezione dei dati personali
Doc-Web:
2291070
Data:
28/02/13
Argomenti:
Internet e social media , Conservazione di dati , Informativa , Motori di ricerca , Google
Tipologia:
Comunicato stampa

Dichiarazione di Antonello Soro. L'azione contro Google tutela cittadini e imprese UE

"L'azione congiunta di tutti i Garanti europei nei confronti di Google mira ad affermare l'esigenza del rispetto della riservatezza dei cittadini europei anche da parte dei big della rete e dalle imprese che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche ovunque siano stabilite".

Antonello Soro, Garante per la privacy, commenta così la decisione, assunta ieri insieme ai suoi colleghi delle altre 26 Autorità europee per la protezione dei dati, di lanciare prima dell'estate un'"azione repressiva" nei confronti di Google che si rifiuta di modificare le sue norme sulla privacy.

"E' un'azione importante per salvaguardare non solo i cittadini, ma anche le imprese europee. Nel caso in cui non si riuscisse a far in modo che Google si adegui alle indicazioni delle autorità di protezione dati - spiega Soro - e non modifichi la sua privacy policy per mettersi in regola con le norme che si è data l'unione in materia, si determinerebbe infatti una situazione paradossale nella quale le imprese europee, che tutelano maggiormente i cittadini in quanto tenute al rispetto di obblighi rigorosi, sarebbero penalizzate rispetto agli over the top, come Google. Tutto ciò potrebbe peraltro portare con sè - conclude il Garante italiano - il rischio di far passare tra le imprese l'idea sbagliata e certamente dannosa per l'economia europea, specie nel difficile contesto attuale, che sia conveniente stabilirsi in altre parti del mondo per avere le mani libere e operare senza vincoli".

Roma, 28 febbraio 2013