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Paissan: i giornalisti misurino la loro libertà con la tutela della dignità delle persone - 11 maggio 2007

Paissan: i giornalisti misurino la loro libertà con la tutela della dignità delle persone

"La privacy non può essere evocata per negare la necessaria trasparenza dei poteri, ma non è vero che ogni notizia deve essere comunque data: il giornalista è chiamato a misurare la propria libertà rispetto al dovere di tutelare la dignità delle persone".

Intervenendo alla tradizionale Conferenza di primavera dei Garanti europei, in corso a Larnaka (Cipro), Mauro Paissan, sintetizza così i punti fermi che devono guidare il delicato rapporto tra tutela della privacy e diritto all´informazione.

Dopo aver ripercorso la specificità del caso italiano riguardo in particolare ai poteri del Garante in materia di informazione, Paissan si è soffermato sulle recenti polemiche che hanno visto protagonista l´Autorità. Esse "hanno posto sotto i riflettori temi cruciali come il confine tra tutela della privacy delle persone note e i criteri per individuare cosa è essenziale per ricostruire fatti di interesse pubblico e cosa no".

Proprio sul concetto fondamentale di essenzialità dell´informazione, il componente del Garante ha ricordato come spetti proprio al giornalista la precisa responsabilità di "valutare se, nel riferire di una notizia, la diffusione di un dato personale è essenziale per l´interesse pubblico" o meno, sottolineando come sia "curiosa la pretesa dei giornalisti di non dover rendere conto a nessuno di come fanno informazione".

Infine, Internet e i motori di ricerca. La Rete fa venire meno ogni limite di spazio e di tempo e ciò "comporta la lesione del diritto all´oblio, cioè del diritto a veder dimenticata una notizia che ci riguarda passato un ragionevole periodo di tempo", mentre i motori di ricerca pongono il problema ancor più rilevante delle notizie errate e incomplete che, girando senza controllo sul web, possono ledere gravemente l´immagine delle persone.

Larnaka, 11 maggio 2007