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Accordo di Schengen. Audizione parlamentare del Presidente del Garante - 12 luglio 1999

Accordo di Schengen. Audizione parlamentare del Presidente del Garante

Nell´ambito dell´indagine conoscitiva sull´integrazione dell´acquis di Schengen nella Unione Europea avviata dal Comitato parlamentare di controllo sull´attuazione ed il funzionamento della convenzione di applicazione dell´accordo di Schengen, giovedì 8 luglio si è svolta l´audizione del Presidente dell´Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà. L´acquis è il termine utilizzato per indicare tutte le norme, i regolamenti, le decisioni dell´Autorità di Controllo Comune (ACC) riguardanti l´attuazione della Convenzione di applicazione dell´accordo di Schengen.
Il Presidente Rodotà ha messo in guardia dai rischi di depotenziamento dell´Autorità di Controllo Comune (ACC) che vigila sul corretto uso della banca dati del Sistema d´Informazione di Schengen. (SIS). IL SIS è un archivio elettronico che centralizza tutte le informazioni riguardanti le persone ricercate o poste sotto sorveglianza, quelle sui veicoli rubati, sul traffico d´armi, sui documenti falsi e sul sequestro di banconote false. Il sistema si compone di sezioni nazionali e di un supporto tecnico, che ne assicura l´uniformità, situato a Strasburgo. Il controllo dell´archivio della sezione italiana del Sistema d´Informazione di Schengen, allo scopo di verificare che l´elaborazione e l´utilizzazione dei dati inseriti rispetti i diritti delle persone interessate, viene svolto in Italia dal Garante per la protezione dei dati personali.
In questa veste il Garante è chiamato a far parte dell´Autorità Comune di Controllo, l´organismo indipendente che raggruppa i rappresentanti dei Garanti della privacy dei Paesi che fanno parte dell´Accordo di Schengen ed ha il compito di fare in modo che questi Paesi rispettino la riservatezza dei dati.
"Sta accadendo - ha affermato Rodotà - che l´ACC viene indebolita: non ha un bilancio autonomo, non ha un proprio segretariato, non ha piena autonomia per quanto riguarda le riunioni: tutte questo rischia di pregiudicare l´efficacia dei controlli perché l´autonomia e l´indipendenza di un organo si può eliminare non solo con la cancellandone le prerogative ma anche condizionandone l´attività attraverso una limitazione delle risorse".
"Se si fanno passi indietro sulle garanzie dei cittadini e la trasparenza delle procedure - ha continuato Rodotà - si rischia di pregiudicare anche l´efficienza di queste banche dati. Per esempio, solo eliminando le informazioni sbagliate su richiesta degli interessati, si garantisce l´efficienza del sistema". Per questo, il presidente del Garante ha sottolineato al Comitato parlamentare "il ruolo che i parlamenti nazionali possono svolgere per cercare di evitare che si prendano decisioni a livello europeo che pregiudichino l´efficienza di questa Autorità, turbando l´equilibrio tra esigenze di sicurezza e garanzie di libertà". Rodotà ha anche ricordato che la stessa ACC ha rivolto raccomandazioni ai Governi, "ma tranne il ministero dell´Interno francese non ha risposto nessuno. Questo vuol dire che l´Autorità è considerata poco più di un festone, non un elemento effettivo del sistema europeo di controllo". E tutto questo mentre in Europa si stanno moltiplicando le raccolte di dati in funzione di prevenzione e di sicurezza come Europol e il sistema doganale europeo, e si annuncia quella di Eurodac, molto delicata, perché riguarda le impronte digitali di chi chiede. La moltiplicazione delle banche dati viene formalmente accompagnata dalla previsione di garanzie, che tuttavia è - indispensabile - rendere in ogni caso effettive".

Roma, 12 luglio 1999