Parere ad Anac su dieci modelli standardizzati di dichiarazione...
Parere ad Anac su dieci modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, rese secondo quanto previsto dall’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013 - 13 marzo 2025 [10138925]
[doc. web n. 10138925]
Parere ad Anac su dieci modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, rese secondo quanto previsto dall’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013 - 13 marzo 2025
Registro dei provvedimenti
n. 132 del 13 marzo 2025
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
NELLA riunione odierna, alla quale hanno preso parte il prof. Pasquale Stanzione, presidente, la prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente, il dott. Agostino Ghiglia e l’avv. Guido Scorza, componenti, e il cons. Fabio Mattei, segretario generale;
VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27/4/2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE, “Regolamento generale sulla protezione dei dati” (di seguito RGPD);
VISTO il d. lgs. 30/6/2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito “Codice”);
VISTO il d. lgs. n. 33 del 14/3/2013, recante «Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»;
VISTO il parere del Garante sullo «schema di decreto legislativo concernente il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle P.a.» n. 49 del 7/2/2013 (in www.gpdp.it, doc. web n. 2243168);
VISTO il parere del Garante sullo «schema di decreto legislativo concernente la revisione e semplificazione delle disposizioni di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza», n. 92 del 3/3/2016 (ivi, doc. web n. 4772830);
VISTO il provvedimento n. 243 del 15/5/2014 recante le «Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati», in G.U. n. 134 del 12/6/2014 e in www.gpdp.it, doc. web n. 3134436;
VISTO il d. lgs. n. 39 dell’8/4/2013 intitolato «Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico»;
VISTO, in particolare, l’art. 20 del citato d. lgs. n. 39/2013 riguardante la «Dichiarazione sulla insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità», nella parte in cui è previsto che «All’atto del conferimento dell’incarico l’interessato presenta una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità di cui al presente decreto» e che «Nel corso dell’incarico l’interessato presenta annualmente una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilità di cui al presente decreto» (commi 1 e 2);
VISTO, inoltre, che il medesimo articolo prevede che le predette dichiarazioni sulla insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità devono essere «pubblicate nel sito della pubblica amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che ha conferito l’incarico» (comma 3) e che la disciplina di settore prevede che l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) vigila sul rispetto – da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico – delle disposizioni di cui al d. lgs. n. 39/2013 (cfr. art. 16, d. lgs. n. 39/2013);
VISTO l’art. 48, commi 1 e 3, del d. lgs. n. 33/2013 nella parte in cui prevede che l’«Autorità nazionale anticorruzione definisce criteri, modelli e schemi standard per l’organizzazione, la codificazione e la rappresentazione dei documenti, delle informazioni e dei dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, nonché relativamente all’organizzazione della sezione “Amministrazione trasparente”» e che «Gli standard, i modelli e gli schemi [predetti] sono adottati dall’Autorità nazionale anticorruzione, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali, la Conferenza unificata, l’Agenzia Italia Digitale, la CIVIT e l’ISTAT»;
VISTA la nota prot. n. XX con la quale ANAC ha sottoposto a questa Autorità – ai sensi del citato art. 48, commi 1 e 3, del d. lgs. n. 33/2013 – dieci modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, rese secondo quanto previsto dall’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013, chiedendo il parere di questa Autorità;
VISTO che i modelli ricevuti sono stati redatti in modo che i soggetti interessati rendano la dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità utilizzando gli istituti previsti dagli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445 del 28/12/2000 (in materia di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà) e sono stati standardizzati tenendo conto della tipologia di ente (pubbliche amministrazioni, enti pubblici, enti di diritto privato in controllo pubblico, enti del servizio sanitario) e di soggetti dichiaranti, distinguendo le fattispecie di inconferibilità dalle fattispecie di incompatibilità le cui dichiarazioni vanno rese in tempi diversi (cfr. art. 20, commi 1 e 2, del d. lgs. n. 39/2013);
ESAMINATO il contenuto delle dichiarazioni contenute nei i modelli standardizzati, rese dai soggetti interessati ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445/2000, che sono messi a conoscenza – tramite specifici richiami in nota – delle cause di incompatibilità o inconferibilità e delle norme di riferimento;
CONSIDERATO, alla luce di una lettura complessiva degli schemi ricevuti, che tali dichiarazioni hanno bisogno di essere modificate e integrate, eliminando alcuni periodi che risultano non necessari o suscettibili di una non corretta interpretazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali;
CONSIDERATO che il riferimento è, nello specifico:
I. alla frase riguardante l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, che risulta non conferente e va eliminata da tutti di schemi di dichiarazione, considerando che, nel caso in esame, il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale e per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento, per cui il presupposto di liceità del trattamento deve essere rinvenuto nell’art. 6, par. 1, lett. c ed e, del RGPD (cfr. anche cons. n. 43);
II. alla frase, contenuta in tutti di schemi, riguardante la dichiarazione del soggetto interessato di aver «compreso» l’informativa resa ai sensi del RGPD, che non è prevista in questi termini (e va eliminata) dalle disposizioni di riferimento, le quali sanciscono semplicemente che il titolare del trattamento fornisca all’interessato le informazioni indicate dall’art. 13 del RGPD laddove i dati personali siano raccolti, come nel caso in esame, presso il soggetto interessato, che ne prende visione;
III. al riferimento, contenuto in tutti di schemi di dichiarazione, all’art. 14 del RGPD non risulta conferente rispetto alla fattispecie in esame dove i dati personali sono raccolti presso il soggetto interessato – e va quindi espunto essendo sufficiente il rinvio all’art. 13 del RGPD – in quanto riguarda l’obbligo del titolare del trattamento di fornire le informazioni ivi previste «qualora i dati personali non siano stati ottenuti presso l’interessato»;
IV. alla frase, contenuta nei soli cinque modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità, riguardante la trasmissione da parte del dichiarante, in generale, di «ogni altra documentazione rilevante ai fini dello svolgimento delle verifiche di competenza (es. eventuali sentenze di condanna per reati contro la Pubblica Amministrazione)», che va eliminata in quanto non è prevista in questi termini dall’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013 e non risulta in linea con le disposizioni che regolano i poteri di accertamento e controllo (che rimangono fermi) previsti dagli artt. 43 e 71 del d.P.R. n. 445/2000 degli enti che ricevono le dichiarazioni rese ai sensi degli artt. 46 e 47 del medesimo decreto. Inoltre, la predetta frase potrebbe creare fraintendimenti o acquisizione di dati personali (anche di tipo giudiziario e di terzi) non necessari, in quanto – da un lato – è lasciato al dichiarante la discrezionalità di decidere quali documenti trasmettere e – dall’altro – sembrerebbe obbligare il dichiarante a trasmettere in generale «eventuali sentenze di condanna per reati contro la Pubblica Amministrazione»:
a. ulteriori rispetto a quelle per le quali è prevista inconferibilità, limitata ai soli reati previsti «dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale» riguardanti i «delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione»;
b. nella loro versione integrale, la quale potrebbe contenere anche dati personali di soggetti terzi coinvolti nel procedimento che nulla hanno a che vedere con la dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. n. 445/2000;
c. risalenti nel tempo e per le quali è venuta meno la causa di inconferibilità ai sensi della disciplina applicabile.
Al riguardo, si ricorda che i poteri di accertamento e controllo previsti dagli artt. 43 e 71 del d.P.R. n. 445/2000 consistono in precisi meccanismi attivabili anche d’ufficio, in base ai quali i soggetti che ricevono le dichiarazioni sono tenuti a effettuare idonei controlli, «anche a campione in misura proporzionale al rischio e all’entità del beneficio, e nei casi di ragionevole dubbio, sulla veridicità delle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47, anche successivamente all’erogazione dei benefici, comunque denominati, per i quali sono rese le dichiarazioni» e sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli artt. 46 e 47. Peraltro, con riferimento ai controlli relativi alla fattispecie in esame, la disciplina di settore prevede che le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi hanno diritto di ottenere informazioni sulle iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale a carico di un determinato soggetto pertinenti e rilevanti rispetto alle proprie finalità istituzionali, anche per le finalità delle acquisizioni d’ufficio e dei controlli, di cui gli artt. 46 e 71 del d.P.R. n. 445/2000 (cfr. artt. 28 e 39 del d.P.R. n. 313 del 14/11/2002, nonché Decreto direttoriale del Ministero della Giustizia 5/12/2012).
Nel caso in esame, allo scopo di responsabilizzare i soggetti interessati in relazione alla veridicità delle dichiarazioni rese, si potrebbe inserire una specifica frase nei modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità in ordine alla sussistenza dei poteri di accertamento e controllo del seguente tipo «Il sottoscritto/a è a conoscenza che l’ente ricevente la presente dichiarazione è tenuto a effettuare i controlli e gli accertamenti previsti dalla disciplina vigente in ordine alla relativa veridicità, anche tramite acquisizione di informazioni sulle iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale» o altra frase di analogo tenore;
V. all’opportunità di fornire indicazioni ai soggetti che ricevono le dichiarazioni sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità ai sensi dell’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013, in ordine alla necessità che nel caso in cui la dichiarazione non sia sottoscritta con firma digitale, ma con firma autografa, in sede di pubblicazione online la sottoscrizione autografa dovrà essere oscurata in conformità al principio di minimizzazione dei dati di cui all’art. 5, par. 1, lett. c), del RGPD (cfr. le «Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati», cit., parte prima. par. 9.b., con riferimento alla necessità di oscurare la sottoscrizione autografa anche se in relazione ai casi di pubblicazione obbligatoria di altro documento quale la dichiarazione dei redditi).
RITENUTO, pertanto, necessario che i modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, vengano modificati alla luce delle osservazioni sopra riportate tramite eliminazione delle le frasi e riferimenti sopra descritti ai punti nn. I-V, al fine di evitare che i soggetti che ricevono le predette dichiarazioni mettano in atto comportamenti non conformi alla disciplina in materia di protezione dei dati personali;
VISTA la documentazione in atti;
VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;
Relatore l’avv. Guido Scorza;
TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE
ai sensi degli artt. 57, par. 1, lett. c) e 58, par. 3, lett. b), del RGPD, esprime parere favorevole – ai sensi dell’art. 48, commi 1 e 3, del d. lgs. n. 33/2013 – sui dieci modelli standardizzati redatti da ANAC riguardanti la dichiarazione – resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445/2000 – sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità prevista dall’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013, a condizione che i modelli standardizzati di dichiarazione – resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445/2000 – sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità di cui all’art. 20 del d. lgs. n. 39/2013 sottoposti all’attenzione del Garante siano modificati:
I. eliminando la frase sull’autorizzazione al trattamento dei dati personali;
II. eliminando la dichiarazione di aver «compreso» l’informativa ai sensi RGPD;
III. eliminando il riferimento all’art. 14 del RGPD;
IV. eliminando, nei modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità, la frase riguardante la trasmissione da parte del dichiarante di «ogni altra documentazione rilevante ai fini dello svolgimento delle verifiche di competenza (es. eventuali sentenze di condanna per reati contro la Pubblica Amministrazione)»;
V. inserendo nei modelli un’indicazione, per i soggetti che ricevono le dichiarazioni, di oscurare in sede di pubblicazione online la sottoscrizione autografa del soggetto interessato;
e con l’invito a:
VI. valutare, allo scopo di responsabilizzare i soggetti interessati in relazione alla veridicità delle dichiarazioni rese, la possibilità di inserire una specifica frase nei modelli standardizzati di dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità in ordine alla sussistenza dei poteri di accertamento e controllo del seguente tipo «Il sottoscritto/a è a conoscenza che l’ente ricevente la presente dichiarazione è tenuto a effettuare i controlli e gli accertamenti previsti dalla disciplina vigente in ordine alla relativa veridicità, anche tramite acquisizione di informazioni sulle iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale» o altra frase di analogo tenore.
Roma, 13 marzo 2025
IL PRESIDENTE
Stanzione
IL RELATORE
Scorza
IL SEGRETARIO GENERALE
Mattei
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